lunedì 10 febbraio 2014

OSTERIA DER BELLI - Roma



Osteria Der Belli,
Piazza di Sant'Apollonia, 11,
00153 Roma
Tel:
06 580 3782


Viaggio di piacere in quel di Roma. Siamo in tre e, appurato che la maggior parte dei locali inizialmente prescelti rimane chiusi la domenica, optiamo per questa osteria sarda di Trastevere, che già era stata testata positivamente da uno di noi.
Prenotazione per le h. 13, ma in realtà non ve ne sarebbe bisogno perchè il ristorante a quell’ora è ancora semi-vuoto (le abitudini romane, si sa, sono molto diverse da quelle del nord...): si riempirà successivamente. L’Osteria Der Belli è sita nel bel mezzo di Trastevere, in un contorno davvero bello e pittoresco, di fronte alla chiesa di S. Apollonia. Lo stile del locale è rustico, con le classiche tovaglie da osteria ed un servizio celere. Veniamo fatti accomodare ad un tavolo sito all’esterno e possiamo ammirare il continuo via vai dei turisti che però risulta a debita distanza e non infastidisce per nulla. Insomma, la location è decisamente valida. Il ristorante propone molte specialità sarde, ma anche alcune della tradizione romanesca. Ordiniamo una bottiglia di bianco, che verrà in seguito raddoppiata. Partiamo con un abbondante antipasto di pesce per tre, composto da carpaccio di polpo (nella norma), sautè di cozze (buone), gamberi e scampi crudi (entrambi ottimi e freschi), alici impanate e alici marinate (entrambe ben fatte), poi, su nostra richiesta, il classico purè rosso, piccantino. Come primi i miei commensali scelgono due piatti di spaghetti con alici, pomodorini e pecorino (molto gradevoli) mentre io, suscitando la perplessità del cameriere (che si trattiene a stento dal mandarmi a cacare), opto per un piatto di spaghetti alla carbonara. Mi rendo conto che l’abbinata pesce + carbonara possa apparire una vaccata pazzesca e forse lo è. Ma io a Roma non so resistere a certi richiami.... Gli spaghetti sono deliziosi, ben cremosi e il guanciale croccante e saporito. Anche un mago della carbonara come il Cotone avrebbe da imparare. A questo punto, già in evidente stato di alterazione derivante dal vino e per rimanere in tema di “ognuno magna quello che je pare” ordiniamo anche un piatto di abbacchio allo scottadito, che divideremo in tre. Ebbene, debbo dire che l’abbacchio è migliore rispetto a quello da me assaggiato in altri ristoranti ben più rinomati in Roma. Un ottimo piatto davvero, che consumiamo voracemente (nonostante il cibo sino ad allora ingurgitato). Accompagniamo l’agnello con tre bicchieri di rosso della casa. Concludiamo con un tiramisù fatto in casa, apprezzabile e tre bicchieri di Mirto. Purtroppo il cameriere non ci lascia la bottiglia sulla tavola (come invece notiamo avere fatto per i  clienti seduti innanzi a noi), forse perché si rende conto che il liquore da noi avrebbe fatto una prematura ed inevitabile fine. Il conto è piuttosto salato: 58 € a testa, determinato principalmente dal  vino (25 € la bottiglia) e dal pesce. In buona sostanza, per certi versi potrei dire che in un posto così l’inculata è dietro l’angolo, ma devo ammettere che abbiamo mangiato piuttosto bene, benché si tratti di un locale in zona altamente turistica. Sul rapporto qualità/prezzo la politica del sito mi impedisce di esprimere giudizi, ma credo che i lettori siano in grado di fare serenamente i loro ragionamenti.

3 commenti:

  1. In effetti ho sentito parlare di questo Cotone come mago della carbonara. Qualcuno sa dirmi se e' solo una leggenda o trattasi di persona reale

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    1. E' reale. Dicono che con i suoi piatti top abbia fatto strage di... topa.

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