Osteria Der Belli,
Piazza
di Sant'Apollonia, 11,
00153
Roma
Tel: 06 580 3782
Tel: 06 580 3782
Viaggio di piacere in quel di Roma. Siamo in
tre e, appurato che la maggior parte dei locali inizialmente prescelti rimane
chiusi la domenica, optiamo per questa osteria sarda di Trastevere, che già era
stata testata positivamente da uno di noi.
Prenotazione per le h. 13, ma in realtà non ve
ne sarebbe bisogno perchè il ristorante a quell’ora è ancora semi-vuoto (le
abitudini romane, si sa, sono molto diverse da quelle del nord...): si riempirà
successivamente. L’Osteria Der Belli è sita nel bel mezzo di Trastevere, in un
contorno davvero bello e pittoresco, di fronte alla chiesa di S. Apollonia. Lo
stile del locale è rustico, con le classiche tovaglie da osteria ed un servizio
celere. Veniamo fatti accomodare ad un tavolo sito all’esterno e possiamo
ammirare il continuo via vai dei turisti che però risulta a debita distanza e
non infastidisce per nulla. Insomma, la location è decisamente valida. Il
ristorante propone molte specialità sarde, ma anche alcune della tradizione
romanesca. Ordiniamo una bottiglia di bianco, che verrà in seguito raddoppiata.
Partiamo con un abbondante antipasto di pesce per tre, composto da carpaccio di polpo (nella norma), sautè di cozze (buone), gamberi e scampi crudi (entrambi ottimi
e freschi), alici impanate e alici marinate (entrambe ben fatte),
poi, su nostra richiesta, il classico purè
rosso, piccantino. Come primi i miei commensali scelgono due piatti di spaghetti con alici, pomodorini e pecorino
(molto gradevoli) mentre io, suscitando la perplessità del cameriere (che si
trattiene a stento dal mandarmi a cacare), opto per un piatto di spaghetti alla carbonara. Mi rendo
conto che l’abbinata pesce + carbonara possa apparire una vaccata pazzesca e
forse lo è. Ma io a Roma non so resistere a certi richiami.... Gli spaghetti
sono deliziosi, ben cremosi e il guanciale croccante e saporito. Anche un mago
della carbonara come il Cotone avrebbe da imparare. A questo punto, già in
evidente stato di alterazione derivante dal vino e per rimanere in tema di
“ognuno magna quello che je pare” ordiniamo anche un piatto di abbacchio allo scottadito, che
divideremo in tre. Ebbene, debbo dire che l’abbacchio è migliore rispetto a
quello da me assaggiato in altri ristoranti ben più rinomati in Roma. Un ottimo
piatto davvero, che consumiamo voracemente (nonostante il cibo sino ad allora
ingurgitato). Accompagniamo l’agnello con tre bicchieri di rosso della casa. Concludiamo
con un tiramisù fatto in casa, apprezzabile e tre bicchieri di Mirto. Purtroppo
il cameriere non ci lascia la bottiglia sulla tavola (come invece notiamo avere
fatto per i clienti seduti innanzi a
noi), forse perché si rende conto che il liquore da noi avrebbe fatto una prematura
ed inevitabile fine. Il conto è piuttosto salato: 58 € a testa, determinato
principalmente dal vino (25 € la
bottiglia) e dal pesce. In buona sostanza, per certi versi potrei dire che in
un posto così l’inculata è dietro l’angolo, ma devo ammettere che abbiamo
mangiato piuttosto bene, benché si tratti di un locale in zona altamente
turistica. Sul rapporto qualità/prezzo la politica del sito mi impedisce di
esprimere giudizi, ma credo che i lettori siano in grado di fare serenamente i
loro ragionamenti.
In effetti ho sentito parlare di questo Cotone come mago della carbonara. Qualcuno sa dirmi se e' solo una leggenda o trattasi di persona reale
RispondiEliminaE' reale. Dicono che con i suoi piatti top abbia fatto strage di... topa.
EliminaDev'essere proprio un bel Cotone
RispondiElimina