D'O
Via Magenta 18
20010 San Pietro all'Olmo
Cornaredo - Milano - Italy
Per prenotazioni: tel. +39 02 9362209 dalle ore 10.00 alle ore 12.00 e dalle ore 18.30 alle ore 20.00. Domenica e lunedì chiuso.
Non si accettano carte di credito e bancomat.
Dal 1° dicembre sono aperte le prenotazioni per aprile, maggio, giugno e luglio.
sito internet: www.cucinapop.do
Partiamo subito dalla vera nota stonata di un pranzo
a casa dello Chef Oldani: la prenotazione. La prima volta che abbiamo tentato
di riservare un tavolo sapevamo dei lunghissimi tempi d’attesa ma non ci
aspettavamo che anche per il pranzo avremmo dovuto attendere addirittura sei
mesi. Ancora più spiacevole (anzi, ci ha fatto davvero incazzare) è stato avere
appurato che una nostra cara conoscente, che normalmente prenota una volta per
l’altra ogni volta che si trova a desinare al D’O, aveva non si sa come
ottenuto un tavolo un mese prima di noi pur avendo prenotato un mese dopo di
noi. Misteri della fede. Ne deduco che l’assegnazione del giorno dipenda forse
da una scelta strategica, forse da una mossa di marketing o forse dalla
fortuna. O forse semplicemente dipende dal fatto che “fa molto figo” poter dire
che c’è una lista d’attesa di sei mesi, anche per pranzo. E’ necessario
confermare almeno una settimana prima e solo in certi orari, sperando di
trovare libero (il che capita raramente).
Dopo tutta questa agognata trafila (che manco al KGB dei tempi d’oro erano così
pignoli) veniamo a ciò che più
interessa, ovvero la descrizione della nostra giornata al D’O. Siamo in due, io
e Carolina e ci presentiamo puntuali alle 12,30 come richiestoci (anche qui ci
sarebbe da ridire…). Con noi entrano praticamente tutti gli altri commensali.
Veniamo accolti da Chef Oldani in persona, che raccoglie i nostri cappotti, ed
accompagnati al tavolo che si trova in una delle due salette, quella di destra,
che compongono il locale. L’ambiente non è per niente chiccoso né elegante.
Peraltro siamo a Cornaredo e non in centro a Milano, per cui non è un posto di
tendenza: chi viene qui lo fa per provare una cucina stellata ad un prezzo
ragionevole, non per figheggiare. Non vi è nulla di troppo ricercato
nell’arredamento e nell’allestimento dei tavoli. L’ambiente è comunque
piacevole e caldo, anche grazie ai colori tenui delle tovaglie e delle pareti.
Ci sentiamo a nostro agio. Prendiamo dimestichezza con la forchetta-cucchiaio e
con i bicchieri di design marchiati Oldani e subito un cameriere gentilissimo
viene a prendere le nostre ordinazioni. Oltre al suddetto cameriere, lo stesso
Oldani si recherà più volte presso il nostro tavolo per chiedere se tutto va
bene e per invitarci a criticarlo apertamente qualora vi fosse qualche cosa non
di nostro gradimento. Seee. E chi si osa?
Beviamo anche del vino, ma non posso dire quale, sennò l'admin mi cazzia.
Entrambi optiamo per il menù degustazione, ma prima non vogliamo certo farci
mancare uno dei piatti più celebri del nostro Chef, ossia la Cipolla
caramellata, Grana Padano Riserva D’O, caldo e freddo.
Che dire? Io lo definirei un piatto eccellente, davvero delizioso. Sublime la
sfoglia, incredibile il contrasto e la contemporanea amalgama che si crea tra
la cipolla ed il formaggio. Questo è senza dubbio il piatto che più ho
apprezzato durante questo pranzo. Da cinema!
Partiamo con il menù degustazione e il cameriere, che descrive minuziosamente i
piatti ad ogni portata, ci reca in tavola la "sfoglia d’uovo farcita,
crescenza muffata, zafferano in salsa". Piatto ben riuscito e dal
gusto innovativo ed originale. Piace, in particolare, il contrasto tra il
sapore delicato dell’uovo, il piccante del formaggio e l’agro delle due palline
di rapa in agrodolce adagiate in cima al piatto.
Eccoci al primo: "cachi, arabica amara, acciughe e pasta grattata".
Nella mia personale classifica questo piatto si colloca al secondo posto.
Squisito. La pasta grattata è una sorta di pastina, incorporata con formaggio
grana e “spruzzata” con qualche striscia di polpa di caco, con una riduzione di
caffè e con qualche tratto di spuma di acciuga. Una sorta di acquarello che
crea un connubio olfattivo e gustativo sorprendente, considerati gli
ingredienti così differenti tra loro.
Veniamo al secondo piatto: "cianfotta di topinambur, scorzonera,
cavolo, polvere di zucca, cardi cremosi con seppia al tè". Un piatto
complicatissimo, ma nell’insieme riuscito e molto molto gradevole. Stupisce la
consistenza della seppia e l’accostamento con verdure dolci e amare e radici.
Oldani, come negli altri piatti, gioca con i contrasti e crea un connubio
sorprendentemente armonico.
Siamo al dessert, ovvero le "castagne setate, dolci e salate, panettone
tostato, uvetta e finocchio all’eucalipto". Trovo assolutamente
delizioso il panettone tostato, dolce e croccante, e molto delicata la crema
fresca di castagne. Il contrasto, nel piatto, è certamente dato dal finocchio
all’eucalipto e forse questo abbinamento è quello che mi convince meno, per la
particolarità dell’aroma e del profumo del finocchio stesso, che recano una
fragranza molto intensa al piatto.
Abbiamo terminato. Il conto ammonta complessivamente ad € 99,00. Da un lato la altissima
qualità dei piatti, un ambiente molto accogliente pur senza essere particolarmente
sofisticato e un servizio adeguatamente solerte e particolarmente gentile. Dall’altro
la trafila per riuscire ad arrivarci. Tentiamo di prenotare già per la prossima
volta ma le prenotazioni (per aprile) verranno prese solo a partire da
dicembre. Per me ne vale la pena. Voi, come sempre, fate i vostri ragionamenti.