lunedì 3 febbraio 2014

SUBAN - Trieste



RISTORANTE SUBAN
Via E. Comici, 2/D
34128 Trieste (TS)
Tel. 040 54368


Durante un breve soggiorno di piacere nella gloriosa città redenta, decido di prenotare un tavolo per due in questo ristorante di antica tradizione, considerato un must triestino. Il locale è fuori dal centro, in zona periferica ma residenziale e tranquilla. Ci si va per forza in auto (o taxi). L’ambiente è rustico ma elegante, con soffitti in legno, lampadari in ferro battuto e pavimenti tipo graniglia; una vetrata lascia intravedere la cucina ed in particolare una grande griglia sulla quale vengono cucinate le carni. Tavoli ben distanziati tra di loro, sedie comode. Clientela non giovane e prevalentemente piuttosto elegante. Figa non pervenuta.
Veniamo accompagnati al tavolo dal signor Suban in persona (e sticazzi no?), gentilissimo proprietario che prenderà le nostre ordinazioni e più volte passerà per domandarci se tutto va bene.

Scelgo, dalla carta dei vini, una bottiglia di vino, giustappunto. Non c’è invece la carta dei piatti (e questa cosa non mi piace mai): il signor Suban, dopo averci portato come amuse bouche una piccola ma saporita tartina con ossocollo, ci elenca a voce antipasti e primi e stabiliamo che valuteremo in seguito se ordinare o meno anche i secondi.

Come antipasto, entrambi ordiniamo lo strudel ai formaggi, con fonduta tartufata.
Il piatto, composto anche da tre fettine arrotolate di speck, ci viene portato dopo pochi minuti di attesa ed è davvero eccellente: ottima la consistenza, così come il sapore dei formaggi e della fonduta al tartufo, che costituiscono il ripieno; forse la porzione è un po’ risicata: me ne sarei pappata subito un’altra.

Dopo un breve lasso di tempo viene servito il primo da me ordinato: degli spatzli, ovvero degli gnocchetti di farina di grano duro, alle verdure.
A sorpresa il mio piatto contiene altri due assaggi di primi, delle pennette al sugo di gallinella (eccellenti) e una crespellina al basilico (molto buona). Col senno di poi, avrei scelto uno degli altri due piatti in quanto i gnocchetti, seppur buoni, non raggiungono il livello delle penne e della crespella. La stessa crespella, peraltro, è stata ordinata da mia moglie ma la comanda è … andata perduta e il piatto non viene servito. Carolina non la prende benissimo, Quando il proprietario ci domanda come procede la cena glielo facciamo notare e lui si incupisce pesantemente. Nessun problema, entrambi ordiniamo i secondi. Dopo poco, però, l’eclettico mr. Suban porta comunque al tavolo una mezza porzione di crespelle al basilico. La crespella non verrà calcolata nel conto finale: ben fatto.

Eccoci ai secondi.
Per me una tagliata di manzo, che viene affettata al tavolo dal cameriere e condita con solo poco pepe, risulta essere tenera, saporita e di giusta cottura media, come richiesto.
Mia moglie opta per la lombatina di maiale ripiena di prosciutto e formaggio, accompagnata anche da due salsiccette di agnello (sempre per farsi perdonare della mancanza di prima). Portate entrambe valide. Di contorno delle classiche patate al forno.

Trascorso qualche minuto, quando il ristorante si sta oramai svuotando, ordiniamo anche due dessert, ovvero un millefoglie per me e un rigo jangsi per mia moglie.
Il mio dolce è una soffice e freschissima crema pasticcera sulla quale sono appoggiate due fragranti sfoglie: ottimo davvero. Il rigo jangsi è una sorta di mousse di cioccolato e panna con una base di pan di Spagna e sopra un sottile strato di cioccolato fondente.
Abbiamo concluso questa ottima cena. Il conto ammonta ad € 100,00 tondi. Per me, se andate a Trieste, è da provare. Voi fate pure i vostro ragionamenti ordinari.

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