Ristorante Zia Ines
Campo
Cadorna, 17025 Loano Savona
019 668355
019 668355
Questa
recensione risale allo scorso anno, ma la cucina è davvero valida, per cui
credo valga la pena di pubblicarla.
Gita
fuori porta pre-ferie. Con quattro colleghi si decide di trascorrere una
giornata in Riviera. Consultate le recensioni di locali siti nel Ponente
ligure, la scelta cade su questo piccolo ristorante di Loano, paesone
esteticamente poco interessante, ove ci dirigiamo con l’aspettativa di gustare
qualche buon piatto di pesce. Le telefonate al numero fisso del locale, al fine
di prenotare, risulteranno vane: nessuno risponde. Così una volta giunti
davanti al ristorante, verso mezzogiorno, tra i vari avvisi diretti agli
avventori scorgo anche un cartello con il numero di cellulare del proprietario
Bruno, che, contattato sul portatile, mi avvisa che “sta facendo la spesa”:
prenotiamo per le h. 13. Davanti al locale c’è un parcheggio con disco-orario
con buona disponibilità di posti, quantomeno fuori dalle ore di punta. Dicevo dei
cartelli esposti all’entrata di Zia Ines.... uno in particolare mi colpisce,
giacché recita più o meno così: “chi è
alla ricerca di spaghetti con le vongole o fritto misto del golfo è pregato di
rivolgersi altrove: qui si serve solo pesce pescato fresco”. Il
proprietario, Bruno, è sostanzialmente un material d’un pazzo. Si tratta di un
personaggio istrionico, burbero, invadente e decisamente folle, che instaura con
gli avventori (nell’occasione solo noi, praticamente) un rapporto
confidenziale, caratterizzato da insulti (bonari, almeno credo), prese in giro,
urla dalla cucina e così via. Dopo aver cucinato, questo Bruno trascorrerà
buona parte del pranzo seduto al tavolo con noi e ci racconterà pressoché tutta
la sua vita. La cucina: solo materie freschissime, solo cibi di stagione,
nessuna concessione alla raffinatezza, al servizio ed all’estetica. In effetti
il locale è piuttosto rustico: un’unica sala piccolina con circa
venti/venticinque posti, un ambiente volutamente grezzo, con casse di vino
accatastate tra i tavoli, i bicchieri al nostro tavolo del tutto diversi uno
dall’altro. Come già detto sopra, il proprietario trascorrerà il lungo pranzo
(circa tre ora) al tavolo con noi, fumando le sue sigarette e sproloquiando del
più e del meno. Un personaggio clamoroso. Ma ne vale la pena. Veniamo ora alla
descrizione del pranzo. Innanzitutto non c’è menu: si paga a prezzo fisso ed il
proprietario serve quello che di fresco (e pescato) ha trovato al mercato e sul
momento ha cucinato per gli avventori. Non c’è pane né grissini: inutile
chiederli, vi verrà risposto picche. Lo Chef ci offre due mini terrine di burro
e acciughe, da spalmare con qualche piccolo trancio di galletta: omaggio molto
semplice, ma saporito. Ed ecco i piatti che Bruno ci prepara e vengono serviti
al nostro tavolo: mousse di mormora su
riso basmati (originale, interessante); insalata di totani e cozze con panissa (un piatto, come il
precedente, particolare, in quanto costituito da un accostamento inconsueto,
comunque accolto positivamente); cappon
magro rivisitato (probabilmente, con il successivo, il piatto migliore
della giornata: saporito, ben equilibrato, fresco; davvero eccellente); frittata di zucchine trombette e gamberi
(ottima davvero); acciughe fritte alla
Renata (buone, anche se forse troppo unte); moscardini affogati al vino Pigato (buoni ma ordinari); totani ripieni (classici); carpaccio di ricciola con aceto balsamico
(ottimo, freschissimo e delicato); tagliolini
con aglio, olio, peperonicino, pangrattato e gamberi di Imperia (benché
sazi, questo piatto è risultato graditissimo a tutti i commensali: perfetta la
cottura dei taglioni, freschissimi ovviamente i gamberi, non troppo invasivi
l’aglio ed il peperoncino); per finire, il dessert, un’ottima torta al cioccolato con crema alla vaniglia.
Tento di bere ancora un po’ di acqua ma non posso, perché nel mio bicchiere il
proprietario ci ha spento un paio di sigarette. Bruno ci offre qualche
bicchierino di liquore (posando sul tavolo una bottiglia di Grappa ed una di
Armagnac) e dopo il caffè ci congediamo, poiché nel frattempo si è fatto
davvero tardi. Il conto è complessivamente pari ad € 280,00, ovvero € 56,00 per
persona. In breve, mi sento di consigliare il ristorante Zia Ines a coloro che
vogliono gustare una buona cucina di pesce fresco, assaporando pietanze ed
accostamenti diversi dai soliti. La freschezza è garantita, il conto è onesto.
Mettete in preventivo che, se il ristorante è vuoto come capitato a noi,
probabilmente Bruno passerà parecchio tempo al tavolo con voi, il che alla
lunga potrebbe risultare pesante se siete alla ricerca di un po’ di
riservatezza, mentre sarà divertente se avrete in programma una serata all’insegna
della goliardia e dell’allegria. Fate vobis.
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